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Il contesto occupazionale: disoccupazione al minimo e difficoltà di reperimento elevate

Mismatch elevato per area produttiva e tecnici

I dati Istat del 2025 delineano un mercato del lavoro dinamico per i residenti in provincia di Varese: il tasso di occupazione sfiora il 70%, mentre la disoccupazione è scesa a livelli fisiologici (3%). Se da un lato questo scenario è positivo, dall'altro comporta un assottigliamento del bacino di forza lavoro disponibile con un conseguente incremento delle difficoltà di reperimento di manodopera che, secondo gli ultimi dati del Sistema Informativo Excelsior, hanno raggiunto il 51% delle entrate di personale previste dalle imprese varesine.

Sebbene nell'ultimo triennio il dato sembri essersi stabilizzato, il confronto storico evidenzia una notevole crescita: nel 2017 l'indicatore era fermo al 25%, esattamente la metà rispetto a oggi. Tale criticità è strettamente connessa al declino demografico, con classi giovanili sempre più esigue che rendono complesso il naturale ricambio generazionale. 

Oltre alla questione quantitativa di carattere generale, emerge un mismatch per alcun e figure professionali richieste dal territorio. In un’area a forte vocazione manifatturiera come Varese, le criticità maggiori si concentrano nell’area produttiva, in particolare per i profili specializzati (73% per gli operai specializzati) e nel reclutamento delle professioni tecniche (60%). Difficoltà anche per le qualifiche alte come dirigenti, professioni intellettuali e scientifiche (55%).

All’interno di ciascuna area, inoltre, si evidenziano nicchie di professioni «introvabili», ovvero con una richiesta magari numericamente limitata ma con punte elevate di difficoltà di reperimento. Limitandosi al sistema privato, I dati Excelsior indicano criticità per i medici e le professioni sanitarie: medici (93%), specialisti della vita (77%) e tecnici della salute (73%), professioni sempre più richieste anche per allungamento della vita e l’invecchiamento della popolazione. Anche il personale qualificato nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, and Mathematics) presenta criticità, con punte del 70% nel caso di ricerca di ingegneri e 69% per gli specialisti in matematiche, chimica e fisica. Un ulteriore elemento da sottolineare è la difficoltà di reperimento di professioni collegate alla transizione digitale e ambientale: analisti e specialisti nella progettazione di applicazioni (79%), esperti di reti e data base (73%), tecnici della sicurezza e della protezione ambientale (69%). Anche in questo caso una domanda crescente, legata all’utilizzo delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale nonché una maggiore consapevolezza rispetto alle tematiche ambientali, potrebbe avere creato uno squilibrio tra domanda e offerta di queste figure professionali. 

 

L’analisi sulle difficoltà di reperimento di personale disponibile su Osserva