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CONTRIBUTI - #RESTART: 250mila euro per la Formazione Continua nelle Pmi

 «Per la ripartenza del nostro sistema economico, dobbiamo valorizzare competenze, merito, ricerca e concorrenza. Insomma, avere cura del capitale umano. Ecco perché diventa sempre più urgente per il mondo delle imprese varesine poter contare su risorse da destinare alla formazione continua» parole di Fabio Lunghi, presidente di una Camera di Commercio che ha appena stanziato 250mila euro per aiutare le micro e le piccole e medie imprese varesine nell’attività di formazione. «Con quest’intervento, che s‘inserisce nel progetto #RESTART – continua Lunghi –, vogliamo favorire e promuovere lo sviluppo delle competenze e l’apprendimento continuo del capitale umano. L’obiettivo deve essere quello di aiutare le nostre aziende a rafforzare la loro capacità di risposta alle mutate condizioni di contesto e a cogliere le potenzialità di ripresa in tempi rapidi dalla crisi generata dall’allerta sanitaria».

Il bando #RESTART Formazione Continua Nuove Competenze del Capitale Umano sostiene, quindi, la partecipazione delle figure aziendali a interventi formativi focalizzati sui nuovi “mindeset” imprenditoriali e manageriali. Il riferimento è, in particolare, a quegli interventi di riorientamento upgrade e di riorganizzazione e trasformazione digitale imposti dall’emergenza. 

Le agevolazioni consistono in un contributo a fondo perduto, del 70% delle spese ammissibili, fino a un massimo di mille euro. L’investimento, con la partecipazione degli addetti aziendali a corsi di formazione, non può essere inferiore a 300 euro.

Intanto, il mercato del lavoro varesino incomincia a pagar pegno alla crisi economica conseguente al Covid-19.

Un’indagine condotta dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio (vd. infografica allegata), evidenzia l’impennata subita dalla Cassa Integrazione Guadagni in Deroga: dal 23 febbraio al 19 maggio le ore richieste da 6.359 imprese hanno raggiunto quota 6.151.796. Un dato relativo a 19.684 lavoratori coinvolti che colpisce nella sua incidenza: nell’arco di poco meno di tre mesi, è stato raggiunto un livello di ore autorizzate del tutto simile a quello della totalità di molti degli anni seguenti alla crisi finanziaria del 2008.

Su un altro fronte del mercato del lavoro, il dato delle assunzioni mette in luce il crollo verticale degli avviamenti a partire dallo stesso 23 febbraio, che giunge a marzo al -41%. Questo in attesa delle cifre relative ad aprile. In particolare, a scendere sono state le forme di lavoro flessibile che, a scadenza, non sono state rinnovate. Fa eccezione il lavoro domestico, che ha ricevuto invece un impulso alla regolarizzazione per effetto dell’entrata in vigore delle limitazioni sulla circolazione delle persone non motivate da un contratto di lavoro.

Ultimo aggiornamento 22 maggio 2020
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