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Varese Economia

I numeri della provincia di Varese

Popolazione: 892.532 abitanti - gennaio 2020 (Istat)

Comuni: 139

Superficie: kmq 1.199

Valore aggiunto prodotto: 24.027 milioni di euro – preconsuntivo anno 2019 (stima Tagliacarne)

Valore aggiunto pro capite: 26.920 euro - anno 2019 (stima)

Imprese attive: 58.029 (24.223 servizi, 13.874 commercio, 9.768 costruzioni,8.304 manifatturiero, 1.610 agricoltura, 250 altro) – anno 2019 (Registro Imprese)

Unità locali: attive: attive: 74.921 - registrate 85.004 – anno 2019 (Registro Imprese)

Imprese per km2: 48,4 - anno 2019

Propensione all’export: 39,9 - anno 2019

Esportazioni specializzate e high tech: 57,6% - anno 2019

Commercio estero: export 9.733 milioni di euro, import 6.830 milioni, saldo + 2.903 milioni - anno 2019 (Istat)

Occupati: 384.000 occupati - anno 2019 (Istat)

Tasso di disoccupazione: 5,4% - anno 2019 (Istat)

Esercizi alberghieri: 145 esercizi, 12.583 posti letto - anno 2019 (Turismo 5/Ross1000)

Turismo: 1.430.313 arrivi, 2.246.100 presenze - anno 2019 (Turismo 5/Ross1000)

 

Una provincia al centro dell’Europa

Culla dell’industrializzazione italiana sin dall’800 con i primi stabilimenti tessili sorti lungo la valle del fiume Olona, la provincia di Varese esprime tuttora uno sviluppo economico tra i più alti in Europa.

La sua crescita è stata favorita dalla posizione geografica lungo l’asse del Gottardo, strategica per i traffici tra Nord e Sud del Vecchio Continente, e avvantaggiata dalla presenza dell’aeroporto intercontinentale di Malpensa.

Questo ha portato a una crescita demografica che ha toccato punte elevate tra gli anni Cinquanta e Settanta per poi riprendere recentemente grazie a saldi migratori tuttora positivi.

Oggi (al 1 gennaio 2019) la popolazione legale (da statistiche postcensuarie) è superiore ai 890mila abitanti con un aumento dell'1,02 % rispetto al 2012.

 

Una fitta rete di attività produttive

Il continuo sviluppo di nuovi insediamenti produttivi e la sua capacità di evolversi e di adottare metodologie di produzione ad alto contenuto tecnologico ha portato Varese a divenire un'area a forte laboriosità: a fine 2019 sono presenti ben 58.029 imprese attive capaci di produrre un valore che supera i 24 miliardi di euro.

La densità media è di 48,4 imprese per ogni chilometro quadrato, dato superiore sia al 34,1 della Lombardia che al 17 dell'Italia.

Protagonista del sistema produttivo locale rimane l'impresa di piccole dimensioni. L'industria varesina, infatti, pur vantando la presenza di grandi aziende di prestigio, è caratterizzata dalla prevalenza di unità locali micro dimensioni (con meno di 10 addetti) e piccole (con meno di 50 addetti) che occupano quasi il 45% degli addetti totali.

Molto significativa è anche la presenza artigiana, a cui si riconduce un terzo delle imprese provinciali. L'elemento distintivo dell'impresa artigiana rispetto alle altre imprese è la figura dell'artigiano, il quale oltre a gestire l'impresa, vi lavora personalmente entrando nel merito del processo produttivo

 

Un’economia multidistrettuale

Nell’economia varesina tutti i rami produttivi sono adeguatamente rappresentati, anche se il settore di gran lunga preponderante è il manifatturiero. Infatti, nel 2019 gli occupati nell'industria in senso stretto sono il 32,9% (la Lombardia si ferma al 29,9%).

Le specializzazioni più rilevanti riguardano le filiere della meccanica e del tessile, presenti fin dalle prime fasi del processo di industrializzazione locale, e il comparto della chimica e materie plastiche di più recente affermazione.

Al suo interno, la meccanica si diversifica in una vasta gamma di produzioni che interessano la minuteria, la costruzione di macchine utensili, gli elettrodomestici, le apparecchiature elettriche, gli strumenti di precisione e gli articoli dell'elettromeccanica e l'industria aeronautica.

Questa grande varietà merceologica dell'industria e dell'artigianato fa sì che la provincia di Varese si configuri come un “multidistretto produttivo”, cioè un'area caratterizzata da un’elevata concentrazione industriale e da una forte integrazione orizzontale sia tra le imprese dello stesso settore che tra le imprese di settori diversi tra loro.

Nel corso del tempo, pur rimanendo preponderante il ruolo dell'industria, è in atto una trasformazione della struttura produttiva che si dirige verso una sempre maggiore terziarizzazione dell'economia. Nel 2019 il 44% degli occupati è nei servizi con un ulteriore 20,6 % nel commercio, alberghi e ristorazione. Molto se si confronta con il settore manifatturiero che impiega il 28,6% degli occupati, con l’edilizia che arriva al 6,8% e l’agricoltura che si ferma allo 0,3%.

 

 L’apertura verso i mercati esteri

L'importante produzione manifatturiera trova collocamento per oltre il 40% del fatturato in mercati esteri e il saldo della bilancia commerciale è positivo da anni.

L'interscambio avviene prevalentemente con l'Unione Europea (più della metà dell’export) e più precisamente con Francia, Germania, Regno Unito e Spagna. Si stanno però consolidando rapporti interessanti con aree di mercato nuove e promettenti come l'Asia.

La forte connotazione all’export caratterizzante l’economia locale emerge da un indicatore quale il “tasso di copertura”: nel 2019, per ogni 100 euro importati a Varese ne sono stati esportati 142,5.

 

Ultimo aggiornamento 26 ottobre 2020

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