Popolazione: 876.705 abitanti - 1° gennaio 2010
Comuni: 141
Superficie: kmq 1.199
Valore aggiunto prodotto: 22.758 milioni di euro - anno 2009
Imprese attive: 64.402 (39.108 servizi, 23.073 industria, 1.768 agricoltura, 453 altro) - anno 2010
Imprese per km2: 53,7 - anno 2010
Propensione all’export: 37,3% - anno 2010
Esportazioni specializzate e high tech: 62,8% - anno 2010
Commercio estero: export 8.766 milioni di euro, import 5.491 milioni, saldo: +3.275 milioni - anno 2010
Occupati: 374.000 occupati - anno 2010
Tasso di disoccupazione: 5,3% - anno 2010
Turismo: 177 esercizi alberghieri, 11.966 posti letto, 897.259 arrivi , 1.641.776 presenze - anno 2010
Culla dell’industrializzazione italiana sin dall’800 con i primi stabilimenti tessili sorti lungo la valle del fiume Olona, la provincia di Varese esprime tuttora uno sviluppo economico tra i più alti in Europa.
Una crescita favorita dalla posizione geografica lungo l’asse del Gottardo, strategica per i traffici tra Nord e Sud del Vecchio Continente e avvantaggiata dalla presenza dell’aeroporto intercontinentale di Malpensa.
Questo ha portato a una crescita demografica che ha toccato punte elevate tra gli anni Cinquanta e Settanta per poi riprendere recentemente grazie a saldi migratori tuttora positivi.
Oggi la popolazione è di 877mila abitanti con aumento dell'8% nell'ultimo decennio.
Il continuo sviluppo di nuovi insediamenti produttivi ha portato Varese a divenire un’area a forte laboriosità: sono presenti ben 64.402 imprese attive (64.738 a giugno 2011), capaci di produrre un reddito provinciale che tocca i 23 miliardi di euro.
La densità media è di 53,7 imprese ogni chilometro quadrato, contro le 34,5 in Lombardia e le 17,5 in Italia.
Protagonista del sistema produttivo locale rimane la Pmi: l'industria varesina, pur vantando la presenza di grandi aziende di prestigio, risulta infatti caratterizzata dalla prevalenza di unità locali di media e piccola dimensione. Infatti, il tessuto imprenditoriale è costituito da aziende di piccole dimensioni, il 93% sono microimprese (fino a 9 addetti) e occupano oltre i 2/3 degli addetti.
Molto significativa è, inoltre, la presenza artigiana: a questo modello imprenditoriale - che si sviluppa intorno ad una peculiare perizia e capacità manuale - si riconduce infatti circa un terzo delle imprese.
Una caratteristica dell’economia varesina è di vedere tutti i rami produttivi adeguatamente rappresentati, anche se il settore di gran lunga preponderante è il manifatturiero. Infatti, nel 2010 gli occupati nell'industria in senso stretto sono il 34,7% (la Lombardia si ferma al 26,5%).
Le specializzazioni più rilevanti riguardano le filiere della meccanica e del tessile, presenti fin dalle prime fasi del processo di industrializzazione locale, e il comparto della chimica e materie plastiche, di più recente affermazione.
All’interno della meccanica si diversifica una vasta gamma di produzioni che interessano la minuteria, la costruzione di macchine utensili, gli elettrodomestici, le apparecchiature elettriche, gli strumenti di precisione e gli articoli dell'elettromeccanica e l'industria aeronautica.
La grande varietà merceologica dell'industria e dell'artigianato di produzione fa sì che la provincia di Varese sia un “multidistretto produttivo”, vale a dire un'area caratterizzata da un’elevata concentrazione industriale e da una forte integrazione orizzontale tra le imprese dello stesso settore e di settori diversi tra loro.
Tuttavia, pur rimanendo preponderante il ruolo dell'industria, è in atto una trasformazione della struttura produttiva del territorio che si dirige verso una sempre maggiore terziarizzazione dell'economia. Infatti questo settore è passato dal 54% degli occupati nel 2002 al 57% nel 2010, in particolare con la crescita degli addetti di logistica e trasporti, turismo e servizi alle persone.
L'importante produzione manifatturiera trova collocamento per una parte rilevante, vicina al 30%, in mercati esteri e il saldo della bilancia commerciale è positivo da anni.
L'interscambio avviene prevalentemente con l'Unione Europea (più della metà dell’export) e più precisamente con Francia, Germania, Regno Unito e Spagna. Si stanno però consolidando rapporti interessanti con aree di mercato nuove e promettenti come l'Asia.
La forte connotazione all’export caratterizzante l’economia locale emerge da un indicatore quale il “tasso di copertura”: nel 2010, per ogni 100 euro importati a Varese ne sono stati esportati ben 161,4.
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